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LA VISITA DEL PAPA BENEDETTO XVI NEL SALENTO
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LA GRANDE OCCASIONE

Diffondere il credo colombofilo non è mai facile, ancor meno diffonderlo in terre lontane .Ci vuole coraggio e costanza. Gli sforzi continui spesso danno risultati di scarso rilievo e di grande frustrazione. Il colombo viaggiatore soffre di luce oscura per via della scarsa conoscenza e della disinformazione sistematica che sempre più spesso lo avvicina ai colombi di città ed alle problematiche da questi determinate. Senza contare le difficoltà proprie della gestione delle colombaie, in termini di impegno e di spesa, ben note a tutti gli allevatori, che spaventano i simpatizzanti.
Tutto questo potrebbe essere superato solo da un grande sforzo promozionale , in termini di idee e mezzi, che l’apatico mondo colombofilo nazionale non sembra pronto e disposto a compiere, preferendo crogiolarsi in una lenta e costante agonia.
Così non resta che l’iniziativa personale, il passa parola, la curiosità innata verso un volatile antico e misterioso, le occasioni locali che le Società riescono a sfruttare e talvolta a determinare.
Eppure ci sono eventi locali, ma di ampio respiro, che per la loro risonanza vengono seguiti con attenzione dalla stampa e dai mezzi d’informazione televisivi. Queste occasioni possono diventare un insostituibile momento per proporre i colombi viaggiatori contemporaneamente a livello locale e sulle grandi reti nazionali, determinando forse l’acquisizione di qualche nuovo socio, ma certamente una ricaduta di visibilità per tutto l’ambiente colombofilo.
La visita apostolica di Benedetto xvi nel salento ha costituito la nostra grande occasione.
Abbiamo iniziato le “grandi manovre” appena si è avuta la notizia ufficiale; sapevamo che non sarebbe stato facile.L’idea ,naturalmente,era quella di effettuare un lancio alla presenza del Pontefice; il risalto sulle televisioni nazionali sarebbe stato immediato. La visita papale comprendeva due tappe : il 14-06 a Santa Maria di Leuca , ed il giorno seguente a Brindisi. Abbiamo contattato le Prefetture e le Curie Vescovili competenti per territorio. Agli organizzatori di Leuca l’idea non è piaciuta, forse non siamo stati capaci di illustrarla in modo chiaro, oppure il piazzale della Basilica non era sufficientemente grande per consentire un lancio di colombi. In ogni caso, non sapendo come fare a declinare la nostra proposta, ci hanno risposto di temere che i colombi fossero risucchiati dal ….rotore dell’elicottero (che atterrava a 2 km dalla Basilica !).
Ben diversa la atmosfera di Brindisi, dove la Curia si è subito mostrata entusiasta della nostra idea e ,dopo innumerevoli telefonate ed incontri con il delegato della stressa Curia, la prefettura e la questura brindisine, siamo riusciti ad ottenere il placet, seppure alle condizioni di portare i colombi la sera del sabato anche per consentire alle forze di polizia di effettuare gli opportuni controlli, e di fare tutto con la necessaria discrezione.
Così sabato 14-06 alle 18,30 , trainando il nostro nuovo carrello porta colombi ci siamo presentati nell’area portuale ove stavano allestendo l’altare per l’indomani.
Come sospettavamo , malgrado pass ed autorizzazioni varie, abbiamo incontrato qualche momento di incertezza e di diffidenza da parte delle numerose e diverse forze dell’ordine, superato abbastanza agevolmente grazie alla curiosità che comunque i colombi provocano, ma anche alla atavica simpatia propria delle genti del sud. Così, ammansita una arcigna suora, abbiamo potuto collocare il rimorchio con i nostri colombi in un posto al fresco e ventilato.Il più era fatto.
Il mattino successivo, mentre il grande piazzale si andava riempiendo di oltre 60.000 persone, scaricate le ceste dal carrello, abbiamo continuato nell’opera di coinvolgimento delle forze di polizia ma innanzitutto della gendarmeria vaticana.L’altare allestito per l’occasione misurava esattamente 50 m , per contenere oltre al Pontefice che celebrava al centro, vescovi, coro ed altri religiosi. Noi con le nostre ceste eravamo all’angolo sud. L’obiettivo era quello di effettuare il lancio in posizione favorevole rispetto al Pontefice, in modo da essere telegenicamente interessante per le diverse emittenti televisive. La difficoltà principale era lo stretto servizio di sicurezza. Simpatia contro rigore, sorrisi contro sguardi arcigni. Terminata la comunione , rientrati i sacerdoti officianti, consultata per l’ultima volta il responsabile della gendarmeria, ci siamo mossi. All’angelus abbiamo lanciato. I nostri colombi si sono fatti onore, le telecamere e la regia hanno fatto il resto. Noi non avremmo saputo fare di più. Non che sia stato difficile, ma sperare di avvicinarsi ulteriormente sarebbe stato impensabile. Il lancio è stato descritto in diretta da RAI 1 e ripreso da tutti i TG nazionali del pomeriggio e della sera; Sky lo ha mostato anche in uno speciale dedicato alla visita del Pontefice in Puglia. Il tutto con le poche forze di una “sgarrupata” società colombofila periferica e con l’ausilio indispensabile del nostro carrello porta colombi, comprato in Germania con qualche difficoltà e con la partecipazione della FCI.
Non sappiamo se a livello locale avremo una ricaduta, se il volo di colombi viaggiatori conquisterà qualche nuovo appassionato, ma certamente l’immagini di Brindisi, diffuse da tutte le principali reti televisive hanno mostrato agli italiani una realtà esistente ed una Federazione attiva. Condizioni indispensabili per proporsi.
Certamente tutto sarebbe più semplice se alle spalle di queste iniziative locali ci fosse un collaudato ed efficiente sostegno federale. Se disponessimo finalmente di un Ufficio Stampa capace di consolidati rapporti con testate giornalistiche e televisive, agenzie di stampa, enti nazionali come i ministeri ed il quirinale, realtà sopranazionali come la Santa Sede. Rapporti questi che si stabiliscono col tempo, interreagendo, proponendo notizie e curiosità. Così da essere conosciuti e sostenuti al momento opportuno e non presentarsi, pellegrino tra i pellegrini, al meravigliato regista televisivo come lo sparuto, stravagante,simpatico e pretenzioso gruppetto colombofilo che vuole entrare di soppiatto nella sua diretta televisiva.


 
 

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